Ministero del futuro

Perché tenere pulito l’intestino

Del Dottor Alberto Fiorito

Tutte le malattie nascono dall'intestino, diceva Ippocrate, il padre della medicina. E lo diceva al tempo in cui il cibo era vero e il numero di ore passate davanti alla televisione era decisamente ridotto. A distanza di molte centinaia di anni si conoscono moltissime cose in più su questo importante organo del nostro corpo e tutte portano alla stessa conclusione.


Il tubo gastroenterico è la porta principale verso l'esterno del mondo. Più volte al giorno ha il compito di filtrare quello che mangiamo e dividere le cose buone da assorbire dalle cose cattive da lasciare all'esterno e trasformare in feci. È aiutato in questo lavoro da una quantità così grande di batteri che essi stessi rappresentano un organo a sé stante, che la scienza chiama microbiota.


Innumerevoli sono le minacce al corretto funzionamento del nostro sistema intestinale. Pigrizia e scarsa idratazione possono essere prese in considerazione dal punto di vista meccanico. Eccesso di cibi raffinati e di proteine animali hanno importanza dal punto di vista biochimico; la continua acidificazione attraverso gli alimenti e lo stress sono il terzo elemento di disturbo.


Da un punto di vista pratico questo disturbo si traduce in una costante infiammazione delle pareti intestinali che può arrivare a far perdere a queste la funzione impermeabilizzante nei confronti delle tossine. Si realizza una condizione conosciuta in medicina come sindrome dell'intestino permeabile che fa perdere una buona parte della capacità filtrante della mucosa e permette l'ingresso nel sangue di tossine, cibi indigeriti e batteri.


Dovremmo imparare ad ascoltarlo meglio e di conseguenza a rispettarlo. La frequenza di eliminazione delle feci dovrebbe essere al massimo di tre volte nell'arco della giornata e come minimo tre volte nell'arco della settimana, ma un’attività quotidiana, idealmente al mattino prima di colazione, sarebbe auspicabile.


Per occuparci di lui dovremmo comportarci nel seguente modo. Mangiare almeno 30 g di fibre al giorno, idealmente come parte integrante dei cibi e non posticce, come spesso avviene con le farine industriali. Idratarci correttamente per raggiungere la dose da circa 1-1,5 litri di acqua minimamente mineralizzata da bere calda o temperatura ambiente lontano dai pasti; fare una vita attiva quotidiana cui aggiungere tre sedute di attività fisica settimanale; limitare le fonti di stress o aumentare quelle di relax e benessere; pulirlo sistematicamente e periodicamente.


La pulizia dell'intestino si può fare in tre modi. Per i più piccoli, sia periodicamente che in occasione di malattie, occorre recuperare l'abitudine di lavare l'ultimo tratto intestinale con la peretta, riempita di acqua tiepida o camomilla. Per gli adulti una volta al mese o al massimo ogni due sarebbe bene fare un enteroclisma che consiste nell'immissione nell’intestino, grazie ad un'apposita sacca, di circa 2 litri di liquido riscaldato cui si può aggiungere della camomilla o dell'olio extravergine d'oliva nell'ultima fase. Una volta ogni sei mesi circa sarebbe bene praticare un idrocolonterapia, l'unico strumento che consente il lavaggio completo del colon consentendo, di conseguenza, di eliminare quelle scorie antiche che, restando adese alle pareti interne dell'intestino, possono aumentare il rischio di infiammazione e contribuiscono a rallentarne la funzionalità.

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