Ministero dell'attività fisica

L’impiego di un metodo ragionato aiuta a raggiungere un obiettivo

di Eugenio Del Frate

Tempo di lettura: 3 minuti e mezzo.

“Voglio dimagrire”, “Voglio essere più forte”, “Voglio correre più veloce”.
I desideri vaghi sono difficili realizzare, dato che non chiariscono come fare per essere concretizzati, in quanto tempo ed in quale misura si possano manifestare.
Inquadrare bene ciò che si vuole significa vederlo dall'alto ed in tutte le sue caratteristiche reali, in base alle quali faremo i nostri passi per ottenerlo.
Ovviamente esistono molte metodologie utili a questo scopo ed in questo articolo ne voglio presentare una in particolare: il metodo S.M.A.R.T.
Peter Drucker, economista austriaco, coniò questo acronimo che indica i presupposti necessari per raggiungere un obiettivo.
Il suo impiego si può adattare anche ad altri contesti come, ad esempio, l'attività fisica.
In particolare S.M.A.R.T. significa:

Specifico
Sapere cosa vogliamo è fondamentale per ottenerlo.
Eliminando desideri vaghi ci restano obiettivi chiari, più facili da centrare.
Per rendere specifico un obiettivo rispondiamo a queste domande:

• Cosa voglio?
Esempio: perdere peso.

• Perché lo voglio?
Esempio: per sentirmi meglio con me stesso.

• Cosa devo fare?
Esempio: starò attento agli eccessi di cibo, magari riducendo i dolci e gli alcoolici.
Prima di iniziare a praticare attività fisica verifico la correttezza dei miei movimenti, in modo da evitare inutili lesioni ed ottimizzare la mia spesa energetica.
A supporto dell'organismo berrò sufficiente acqua durante il giorno.

I rimedi da mettere in atto possono apparire molti ma, non devono partire per forza tutti insieme.
Meglio concentrarsi su un micro-obiettivo, ad esempio: “Inizio a camminare per dieci minuti al giorno, facendo attenzione a come appoggio i piedi in terra.”
Quando ciò diverrà un'abitudine, farlo non sarà più un peso e potremo concentrarci su un altro micro-obiettivo, andando avanti nel nostro cammino.

Misurabile
Rendere un obiettivo misurabile ci aiuta a capire se stiamo lavorando bene e se lo abbiamo raggiunto.
Se vogliamo “perdere un po' di peso” è difficile capire quando ciò avverrà.
Inoltre non è detto che il peso perduto sia costituito tutto da grasso.
È infatti possibile dimagrire perdendo acqua e/o muscoli, danneggiando la nostra salute.
Un obiettivo misurabile è:”voglio perdere 2 Kg. di grasso”.
Tramite una bilancia ad impedenziometria si può verificare se il calo è dovuto al
grasso bruciato, e quando questo ammonta a 2 Kg. avremo raggiunto l'obiettivo.

Assegnabile
L'obiettivo si deve adattare alle nostre possibilità di poterlo ottenere.
Se so di non poter rinunciare ai dolci perché sono sotto stress, ma perdere peso è necessario, comincerò a diminuirne l'assunzione, riducendola sempre più ma gradualmente.
Se il mio stile di vita è sedentario, allenarmi troppo intensamente o troppo a lungo potrebbe frustrarmi perché non riuscirò a concludere le sedute e, di conseguenza, non ottimizzerò la resa dei miei allenamenti.
In più, se i miei movimenti non sono corretti, la possibilità di farmi male aumenterebbe, imponendomi un periodo di immobilità con conseguente aumento di peso.
“Assegnabile” significa applicare soluzioni che sfruttino i nostri talenti e le nostre possibilità del momento.

Realistico
L'obiettivo che ci poniamo deve poter essere raggiunto, altrimenti avremmo già perso in partenza.
Desiderare un calo di 10 Kg. di grasso in due settimane è impossibile.
Voler correre di buon passo 10.000 metri se si è fuori forma è un obiettivo fuori portata.
Ugualmente fuori portata è cimentarsi in una qualsiasi attività fisica quando non si dispone dell'esperienza adeguata per renderla salutisticamente produttiva e sicura.
Vale la pena soffermarsi sul realismo di un obiettivo, perché accumulare informazioni corrette sul funzionamento del corpo umano aiuta a raggiungere il proprio traguardo ed a non farsi male durante il tragitto.

Temporizzato
Definire un periodo entro il quale sia possibile tagliare il proprio traguardo aiuta ad organizzare un piano di azione ragionato e ad impiegare meglio le proprie energie.
Si evita anche la possibilità di allungare i tempi, come nel caso del “lunedì” a partire dal quale mangeremo ordinatamente o faremo una sana attività fisica.
Per definire questa parte è bene domandarsi:

• Quando?
Domanda: “Quando perderò 6 Kg. di grasso?”
Risposta: “Non prima di 3 mesi.”

• Cosa potrò fare fra 3 mesi?
Esempio: “Lavorando bene, avrò perso circa 6 Kg. di grasso in eccesso ed avrò migliorato la mia tecnica motoria.
Perciò sarò più libero nei movimenti, la mia schiena starà meglio, potrò fare allenamenti più intensi senza paura di farmi male e potrò godermi la mia vita di relazione senza sentirmi affaticato.”

• Cosa potrò fare fra 3 settimane?
Esempio: “Mangerò i dolci solo la domenica, camminerò per 30' tre volte a settimana gestendo il respiro ed appoggiando bene i piedi al suolo. Berrò acqua senza aspettare di aver sete.”

• Cosa posso fare oggi?
Esempio: “Porto sempre con me una bottiglietta di acqua, cercando di bere ogni tanto. Comincio a camminare senza fiatone per 10 minuti e vedo come mi sento.”

L'impiego di un metodo fa davvero la differenza fra la riuscita ed il fallimento.
In base alla mia esperienza, l'empirismo non supportato dalla conoscenza porta ad un nulla di fatto od a risultati casuali e che non durano nel tempo.
Inoltre le possibilità di recar danno al proprio corpo aumentano considerevolmente.
Facendo quindi un bilancio, è meglio investire del tempo per inquadrare bene ciò che si vuole ottenere: all'inizio la strada potrà apparire lunga, ma siate certi che porterà dritto alla meta.

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