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LEGUMI, QUESTI SCONOSCIUTI

Della Dottoressa Francesca Andreazzoli

Quasi ogni volta che chiedo a un paziente quante volte a settimana mangia legumi mi scontro con facce dubbiose e tentennanti: alcuni di loro non hanno chiaro cosa siano e li confondono con i cereali o con le verdure (“intende i fagiolini, vero, dottoressa?”).


Purtroppo però anche chi sa di cosa stiamo parlando mi da una risposta che non mi soddisfa affatto ovvero che li mangia “ogni tanto”, termine generico che indica episodi occasionali che non fanno parte del quotidiano.


Intanto facciamo un po' di chiarezza: quando parliamo di legumi intendiamo lenticchie, ceci, fave e fagioli di vario tipo. Sebbene anche i piselli siano annoverati fra i legumi, per il loro inferiore contenuto proteico li assimileremo ai vegetali, non ritenendoli sufficienti a costituire, da soli, il protagonista proteico del pasto.


Si tratta di uno dei cibi più preziosi e potenti e, malauguratamente, bistrattati.


Innanzitutto sono ipocalorici e saziano molto più che la stessa quantità di una porzione di carne; difficilmente quindi andremmo in eccesso calorico mangiandoli per cui possiamo non preoccuparci troppo della quantità introdotta.


Inoltre le proteine che contengono sono di buona qualità, dando un minor carico soprattutto renale rispetto a quelle animali.


Contengono molti antiossidanti, polifenoli e in generale fitochimici ovvero quei composti prodotti dalle piante così validi e preziosi da essere considerati ormai veri e propri farmaci.


Sono ricchi di fibre e quindi ottimi per la salute del nostro intestino: paradossalmente inizialmente possono darci problemi di gonfiore, meteorismo e flatulenza che sembra contraddire il fatto che siano così utili al nostro secondo cervello. Ciò succede proprio perché non siamo più abituati a mangiarli ma anzi a prediligere cibi poveri di fibre: il nostro intestino così si infiamma e non tollera più proprio le fibre che gli farebbero così bene.


In questo caso dobbiamo agire come faremmo in qualsiasi svezzamento: procedere gradualmente introducendone piccole quantità quotidiane, magari passati per eliminare la buccia che ne è la parte più fibrosa o in crema (come l’ormai famoso e gustoso hummus di ceci).


Gli studi dicono che già con due o tre porzioni di legumi a settimana si riduce del 25% il rischio di tumore mammario.


Abbassano inoltre la glicemia e questo effetto è paragonabile alla riduzione dell’introito calorico (ma senza doversi limitare!).


In generale dagli studi scientifici si evince che chi più mangia legumi tende ad essere più magro, ad avere un minor giro vita (che sappiamo essere un importante fattore di rischio cardiovascolare ) ed una minore pressione arteriosa.


Infine, secondo uno studio pubblicato nel 2004, i legumi sembrano essere, in qualunque etnia del mondo, il fattore più importante per predire la longevità: non è un caso che tutte le tradizioni (dalla messicana alla mediterranea fino alle orientali) prevedano come piatto tradizionale uno a base di legumi e cereali.


 

 

Insomma: mangiamo lenticchie a Fine d’anno pensando che siano di buon auspicio nel portarci denaro ma dovremmo abituarci a mangiare legumi quotidianamente se davvero vogliamo guadagnarci…in termini di salute!

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3 commenti

  1. stefania calabrese scrive:

    Articolo molto interessante. Da domani inseriro,’ nella mia dita i legumi tutti i giorni che tra l’altro mi piacciono molto.. Volevo chiederle Dott.essa l’anguria si può mangiare a “ruota le vera”? In fondo contiene un ‘alta % di acqua.
    Cari saluti.

    • Anonimo scrive:

      Grazie Stefania. Molto bene che i legumi entreranno a far parte del tuo quotidiano! Vedrai che non potrai che trarne giovamento. Per quanto riguarda l’anguria, puoi mangiarla tranquillamente (ancora per poco ormai però) dal momento che, come tu stessa dici, è molto ricca di acqua e il suo carico glicemico è in realtà basso.
      Un saluto
      Francesca Andreazzoli”

  2. Ivette scrive:

    Molto interessante ed esauriente.

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