Gli strumenti di difesa suggeriti da Christophe Brusset

Del Dottor Alberto Fiorito

Al termine della sua carriera un dirigente di aziende legate al cibo si vuole togliere qualche sassolino dalla scarpa e denuncia, in modo purtroppo superficiale e aneddotico, una serie di comportamenti a dir poco bizzarri messi in atto dall'industria del cibo. Il fenomeno del pentimento da pensionato è abbastanza frequente in questo settore, così come lo è il timore di fare riferimenti specifici ad aziende, commercianti o grandi marche. Se però estrapoliamo dal contesto le informazioni allo scopo di alzare il livello di attenzione nei confronti di quello che il consumatore ignaro porta sulle sue tavole, sono molte le informazioni utili che possiamo trarre. Di seguito il decalogo suggerito dall'autore al termine del libro per aumentare il livello di guardia in funzione della propria salute. Occorre, innanzitutto, partire da un presupposto: l'unica cosa che interessa agli industriali e alle grandi catene di supermercati è il denaro dei consumatori, non certo la loro felicità o la loro salute.


Consiglio numero uno: controllare le origini dei prodotti


Evitare assolutamente prodotti alimentari cinesi e, in minor misura quelli turchi e indiani o comunque quelli esotici. Stare attenti alla denominazione geografica “EXTRA UE"


Consiglio numero due: evitare i prezzi più bassi


La qualità ha indubitabilmente un costo. Le offerte speciali sono a scapito della qualità, mai a favore del consumatore.


Consiglio numero tre: privilegiare le grandi marche


Questo consiglio si riferisce al fatto che i prodotti a marchio del distributore sono essenzialmente delle copie più o meno riuscite dei prodotti di marca, fabbricati da piccoli industriali spremuti dalle catene di distribuzione


Consiglio numero quattro: evitare polveri e puree


Sono i prodotti in cui è più facile praticare esercizi di sofisticazione e trasformazione


Consiglio numero cinque: controllare bene la lista degli ingredienti


Evitare i grassi idrogenati


Evitare i coloranti chimici indicati con la sigla E1xx


Evitare i conservanti chimici indicati con la sigla E2xx


Evitare l'alluminio in tutte le sue forme E173 o da E520 a E523


Evitare il glutammato monosodico da E620 a E 625


Evitare i dolcificanti intensivi come l'aspartame e il ciclamato E951 e E952


Evitare prodotti con la dicitura “sostanze identiche a quelle naturali”


Consiglio numero sei: controllare le confezioni.


Evitare le confezioni in plastica dette Oxobio o Oxo biodegradabili. Evitare i prodotti secchi in confezioni di carta riciclata


Consiglio numero sette: controllare le date di scadenza


Spesso sono volutamente troppo lunghe


Consiglio numero otto: diffidare dei marchi di garanzia


Spesso sono fasulli e di solito nascondono ragioni commerciali. Dubitare anche del marchio equo e solidale


Consiglio numero nove: controllare le etichette


Nel 2013 il 30% delle etichette americane risultava falso o truccato. In Francia una su cinque


Consiglio numero 10: ricordare i tre principi del marketing


Tutti credono a quello che è segnato sull'etichetta


L'idea che ci si fa del prodotto è più importante del prodotto stesso


Il consumatore è ignorante

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